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La Scherma Bergamo si unisce al lutto della famiglia Mangiarotti

L’ultimo dei Mangiarotti ci ha lasciato, passando il testimone schermistico a Carola, figlia di Edo. 
 

Mario sempre vicino al nostro Presidente e alla società fin dai primi anni della nascita, è mancato a Bergamo a un passo dai 99 anni, dopo una breve, devastante malattia. Se con Edoardo (1919) e Dario (1915) si può parlare di campioni unici nel solco dell’insegnamento paterno, con Mario la storia riparte dall’inizio, dalla scuola del padre Giuseppe Mangiarotti, spadista fra i più forti della sua epoca e grandissimo caposcuola, oltre 80 medaglie dei suoi allievi fra olimpiadi e mondiali. Perché il suo capolavoro sono stati proprio i suoi figli. Edo, campione fra i campioni, medagliere infinito, talento cinico e prepotente, Dario, estroso, funambolico, inimitabile, passato al professionismo subito dopo le grandi vittorie del dopoguerra. Mario (1920), liceo classico al milanese Berchet con i fratelli Fabbri e il compositore Carlo Alberto Rossi, studi da privatista di pianoforte al Conservatorio, poi medico e cardiologo di valore, è stato il progetto più normale di papà Giuseppe. Ma non meno intrigante. Il suo allievo più completo, P.O., possibile olimpico, alle tre armi, innanzitutto. Un esteta della scherma, diceva papà Giuseppe. E c’è comunque un prima e un dopo la Seconda Guerra Mondiale. Mario entra nel giro della nazionale di spada nel 1938, quando Edo ha già vinto l’oro a squadre a Berlino e Dario è già titolare da qualche anno. E’ il quinto, sesto uomo di una squadra di campioni olimpici inamovibili, fa le Olimpiadi Universitarie, oro a squadre a Vienna 1939, ma arriva secondo agli assoluti nel 1940. In quell’anno si segnala come uno dei più promettenti giovani sciabolatori europei. Giuseppe Mangiarotti era stato a Budapest da Santelli, inventore della sciabola moderna e maestro d’armi degli Asburgo, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale e Mario è la prova di una scuola completa alle tre armi. Poi la guerra, gli esami di medicina, il matrimonio con Eugenia Gavazzeni, nazionale di fioretto. Nel 1947 partecipa con lei alle Universiadi di Parigi: oro a squadre con Edo e bronzo individuale di spada, davanti a Edo e Carlo Pavesi. Lavora come medico a Bergamo, segue la specialistica in Cardiologia a Pavia, due sere a settimana si allena a Milano in Sala Mangiarotti, con cui vince per tre anni il Challange Le Coutre a Losanna, il più prestigioso trofeo europeo per club (1947, 1948, 1949). Erano anni i cui alcuni trofei, la Monal di spada a Parigi, la Giovannini di fioretto a Bologna, contavano quasi quanto un mondiale, sicuramente più duri perché c’erano tutti i più forti. Edoardo Mangiarotti era infatti orgogliosissimo delle sue tre Monal e tre Giovannini, nonostante le decine di medaglie in bacheca. E i tre fratelli restano con la Sala Mangiarotti imbattuti per club. Per il resto era sempre e comunque Italia Francia, ai Giochi del Mediterraneo, oro a squadre nel 1951 per Mario e nella sfida annuale di Genova per la Coppa Mollié, dove difende i colori nazionali per cinque edizioni. Nel 1951 Mario è Campione d’Italia a Squadre con Dario ed Edoardo e terzo nell’individuale dopo di loro, per la prima volta non riserva ma titolare ai Mondiali di Stoccolma, dove conquista l’argento a squadre di spada. Continuerà poi a tirare per qualche anno, anche per i colori della Società del Giardino. Dal 1947 al 1980 è stato Presidente Internazionale di Giuria alle tre armi. A Bergamo Mario Mangiarotti è stato un pioniere della Cardiologia e della Medicina Sportiva con Angelo Quarenghi, lavorando prima alle Cliniche Gavazzeni e poi alla Casa di Cura S. Francesco (Medicina e Cardiologia), scegliendo dalla metà degli anni ‘60 la libera professione. Come dirigente sportivo è stato per più mandati Presidente del Panathlon International e Presidente Provinciale del Coni per 25 anni. Sulla sua maschera e non solo un motto: Mai Morto. 

 

Il Presidente Nando Cappelli in nome di tutta la Scherma Bergamo esprime un sincero sentimento di cordoglio alla famiglia Mangiarotti.

Festa di fine stagione

Oggi 4 Giugno 2019, presso la sala scherma di Bergamo sita in via Tommaso Grossi 57, alle ore 20:00, si svolgerà la festa di fine anno agonistico!

Gli allenamenti solo per oggi saranno sospesi, ricordandovi che l’attività terminerà definitivamente il 27 Giugno.

Vi aspettiamo tutti per la premiazione dei tornei ed i saluti finali! 
 

Buoni risultati dai Campionati Italiani U20 e dal Trofeo CONI

Nell’ultimo weekend di maggio la Pol. Scherma Bergamo si è divisa in due, a Monza per la fase regionale del Trofeo CONI e volando a Lecce per i tricolori delle categorie under 20 dei Cadetti e Giovani.

 

La fase finale del circuito under 20 ha fatto tappa a Lecce dove si sono disputati i Campionati Italiani. Nei Cadetti (U 17) di spada maschile ad aver avuto l’accesso è stato Alessandro Lodetti che conquista il 31º posto, sconfitto ai sedicesimi dall’Argento mondiale Dario Remondini. 

Nella categoria Giovani (U 20) erano due i qualificati per la Scherma Bergamo: Riccardo Di Bernardo sconfitto ai 32esimi dal milanese Filiberto Tasca conquistando il 42º posto e Giacomo Gazzaniga che si classifica all’8º posto, sconfitto ai piedi del podio dal forte Poliziotto Davide Di Veroli neo campione Italiano. Nel suo percorso Gazzaniga ha superato nel tabellone da 64 il brindisino Federico Rodia, ai sedicesimi supera di slancio Filippo Armaleo di Genova e conquista gli ottavi di finale battendo Simone Greco di Lugo.

 


La fase regionale del Trofeo CONI, che si disputerà a Capo Rizzuto nel mese di Settembre, ha visto contendersi la vittoria sulle pedane monzesi, e quindi il lustro di partecipare alla fase nazionale vestendo i colori della Regione Lombardia, gli atleti della categoria Ragazzi (anno 2006) delle 3 armi. Per la Scherma Bergamo buoni risultati con 3 coppe conquistate tra i primi 8 posti da: Mara Carallo 7ª nella Spada, sconfitta dalla milanese Valentina Biffi, Pietro Redondi 6º nel Fioretto, sconfitto dal monzese Simone Pizzuto e Simone Vigone 8º nella Spada, sconfitto dal vincitore Davide Ancona di Sesto San Giovanni.

 

Coppa del Mondo Assoluta, buona la prima per Gazzaniga a Parigi

La settimana appena trascorsa ha visto la Polisportiva Scherma Bergamo coinvolta non solo nelle consuete gare del fine settimana, ma l’impegno agonistico si è distribuito su ben sette giorni sulle pedane del 56º Gran Premio Giovanissimi Renzo Nostini di Ravenna e a Parigi per una delle tappe più complicate della Coppa del Mondo di Spada. 

 

Il prestigioso trofeo Monal di Parigi, valido come ultima prova della regular season del circuito mondiale di Coppa Del Mondo assoluto di Spada, nonché tappa di qualificazione olimpica a Tokyo 2020, ha visto la partecipazione del nostro bergamasco Giacomo Gazzaniga. Per lui, al suo esordio in questo circuito, un’ottima prestazione con un 95º posto finale (su 373). Ottimo risultato che tuttavia lascia una nota amara in bocca, in quanto l’atleta è arrivato ad un ad un soffio dal tabellone principale di eliminazione diretta da 64 atleti, disputatosi il giorno seguente! Il percorso è iniziato con un buon girone, concluso con tre vittorie e tre sconfitte, successivamente Gazzaniga accede al tabellone da 256 atleti in cui supera il Coreano Sagmin Kim. Il passo successivo, l’entrata nel tabellone da 128 atleti, viene compiuto ai danni dello spagnolo Guillermo Migallon; entrato tra i primi 64 del tabellone preliminare, Giacomo si arrende al Polacco Karol Kostka per l’accesso ai 32 atleti che il giorno successivo si sarebbero sommati ai 32 atleti già qualificati in precedenza (16 per ranking e i 16 migliori della fase a gironi preliminare) per andare a formare il tabellone conclusivo da 64 atleti.

 

Riccione, invece, come ogni anno è stato il teatro del Gran Premio Giovanissimi Renzo Nostini - Trofeo Kinder +Sport giunto alla sua 56ª edizione. L’evento, spalmato su sette giornate di gare, assegna il titolo tricolore alle categorie under 14, in cui i nostri 27 schermidori orobici si sono battuti con caparbietà e qualche emozione di troppo che non ha permesso loro di esprimersi al meglio come nelle passate edizioni. A sfiorare i posti più ambiti, i primi 8 premiati, son stati Claudia Accardi nella doppia arma Fioretto e Spada e Pietro Redondi nel Fioretto. Accardi, reduce dal secondo posto di Spada dello scorso anno, non è riuscita a riconfermare il podio tra le Allieve (13 anni) portandosi a poche posizioni da esso, chiudendo la sua prova al 12º posto, sconfitta dalla spezina Benedetta Madrignani. Per la tenace Claudia stesso percorso anche nel Fioretto in cui, nonostante la vittoria conseguita nei sedicesimi con la ex campionessa italiana Andrea Dinca, si deve arrendere agli ottavi alla veneziana Stella Pagnin, classificandosi al 16º posto. 

Brillante anche la prova di Pietro Redondi nei ragazzi di Fioretto (12 anni) che concludendo la fase a gironi con tutte vittorie vola verso gli ottavi dove trova la sconfitta dal numero 1 della categoria Francesco Greselin di Conegliano Veneto.

Buone prestazioni per chi si è fermato ai sedicesimi di finale: Marco Locatelli 21º, nella Spada Allievi (13 anni) ed Erik Moioli 31º, nella Spada Maschietti (10 anni).

 

Infine un plauso generale a tutti gli atleti partecipanti a questa edizione, per loro un passo fondamentale nella crescita sportiva, personale ed agonistica. Grande, infine, la soddisfazione per Claudia Accardi e Pietro Redondi che grazie al loro piazzamento tra i primi 16 Italiani ottengono l’ammissione al campus federale 3 f (di fioretto) con i maestri e lo staff della nazionale. Dedicato invece ai primi 16 del ranking Allievi il campus estivo Targ di Spada sempre con i maestri e lo staff della nazionale italiana a cui accedono sempre Claudia Accardi e Marco Locatelli.

 

@2007-2013 Polisportiva Scherma Bergamo