10 - Campionati Europei MasterUn grande risultato per i master italiani che portano a casa un significativo bottino.
“Sono molto contento dei risultati ottenuti in pedana” afferma il presidente Nando Cappelli, onnipresente in tutte le giornate di competizione, a supportare le sue donne e i suoi uomini.
“Anche se il bottino avrebbe potuto essere ben più corposo!” tuona.
 

Nando Cappelli – presidente AMIS
 

Nei quattro giorni di gare il team dei master azzurri è riuscito a esprimere momenti di ottima scherma e classe cristallina.

Ha iniziato venerdì, sotto un cielo plumbeo che ha accompagnato questi campionati per tutto il periodo delle gare,  la squadra di sciabola femminile composta da Claudia Bandieri, Carola Cicconetti, Gianna Della Corte, Iris Gardini e Mariateresa Giordano che dopo avere battuto tra girone e prima eliminazione diretta Spagna Germania e Russia, ha avuto un attimo di cedimento nella seconda diretta, perdendo di un soffio contro la Gran Bretagna nell’accesso alla finale per il primo e secondo posto, che la Germania si è poi aggiudicata.
Si poi ampiamente imposta nella finalina per il terzo posto contro la Francia, ottenendo una bellissima e meritata medaglia di bronzo.

Ha proseguito poi il fioretto maschile, Arturo De Bartolomeis, Maurizio Galvan, Fabio Miraldi, Giulio Paroli e Francesco Tiberi, che ha macinato vittorie su vittorie, contro avversari che nulla hanno potuto contro gli assalti perfetti degli azzurri che non hanno lasciato niente agli avversari.
Un fioretto strameritato in una finale all’ultima stoccata contro una fortissima compagine ungherese che comunque ha dovuto cedere alla supremazia italiana, salita sul gradino più alto del podio.

Sabato è stato poi il momento della spada maschile e del fioretto femminile.
In pedana per gli spadisti Adolfo Fantoni, Luca Magni, Giuseppe Marino, Giuliano Pianca e Valentin Pora.
Un girone che ha visto gli italiani battere senza storia Polonia e Finlandia, per poi passare a Spagna e Cecoslovacchia e Francia nelle dirette. Purtroppo poi ha dovuto cedere alla squadra Ucraina, fortissima, che ha avuto anche ragione dei tedeschi in finale, aggiudicandosi meritatamente il titolo.
Un ottimo bronzo quindi, nettamente ottenuto nella finalina vinta 5 a 1 contro la Russia

Ecco poi le ragazze del fioretto femminile.
Un girone perfetto, vinto con grande efficacia contro Ungheria e Spagna (che ha sfoggiato un delizioso balletto di saluto a tutte le avversarie), incontrata ancora, e ancora dominata, nella prima diretta.
Poi è stato il turno, in semifinale, della Russia: anche questa nettamente dominata.
Ma il vero clou è stata la finale contro la Germania.
Punto a punto tra due formazioni fortissime nella classe e nel carattere.
Le italiane: Nereide Bonato, Carola Cicconetti, Gianna Cirillo, Iris Gardini e Magda Melandri.
Una Melandri superlativa e perfetta dall’inizio alla fine di tutta la competizione e una esplosiva Cicconetti che, nemmeno a farlo apposta, era in pedana sul 4 a 3 per le azzurre (un risultato storico nella storia degli incontri sportivi tra Italia e Germania)  nel risultato generale e vantaggio tedesco 4 a 2 a 17 secondi dalla fine dell’ottavo assalto.
Se avessero vinto le tedesche saremmo andati sul 4 a 4 e tutto si sarebbe giocato sull’ultimo assalto.
Ma……….
Tre lampi e  Carola fermava magicamente il cronometro a sette secondi dalla fine sul 5 a 4 per noi, lasciando incredula la sua avversaria ormai forse troppo convinta di avercela fatta: MEDAGLIA D’ORO e grande trionfo di queste cinque splendide ragazze, che hanno lottato su ogni assalto, unite e determinate: in una parola GRANDI.
Un fantastico podio, dove qualcuna quasi non ricordava le parole del nostro inno nazionale per la troppa emozione.
Eccoci quindi all’ultima giornata di gare, domenica 11 maggio, con la sciabola maschile e la spada femminile.
Gli uomini (Enrico Antinoro, Domenico Berardi, Andrea Bocconi, Vittorio Carrara e Giulio Paroli) dopo un girone vinto senza particolari problemi, ha ceduto incomprensibilmente alla prima diretta contro una Gran Bretagna per nulla imbattibile, venendo così relegata ad un imprevisto ( e certamente non veritiero) sesto posto finale. 
Giornata nera anche per le spadiste femminili ( Nereide Bonato, Gianna Cirillo, Iris Gardini, Magda Meandri e Luisa Milanoli) che dopo avere regolato senza problemi Finlandia e Spagna, sono incappate in un enorme scivolone contro una Norvegia che, con tutto il dovuto rispetto, ha ottenuto un risultato che difficilmente potrebbe ripetere.
A nulla è valsa una super Luisa Milanoli, classe cristallina e  forma splendida, in un incontro nato veramente male per le nostre e che alla fine ha fruttato solo  un magro e non veritiero, in termini di potenzialità, quinto posto.
Comunque una spedizione positiva, quattro medaglie per sei squadre (e potevano essere di più, senza alcuna presunzione!), con la consapevolezza di avere dimostrato sulle pedane qualità e classe non comuni.
Un ottimo risultato per la scherma master italiana, troppo spesso dimenticata  e trascurata in altri ambienti, ma stimata, apprezzata e soprattutto temuta da tanti qualificati e agguerriti avversari, ma soprattutto amici,  di tutta Europa.